Il dossier di candidatura prevede un programma strutturato con 42 eventi nell’anno della Capitale, 16 opere pubbliche permanenti, un volume di investimenti stimato tra 45 e 50 milioni di euro, nove progetti territoriali condivisi e un modello di governance multilivello che integra istituzioni, formazione, ricerca, imprese e comunità locali. Un impianto coerente con il bando nazionale promosso dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare, con il Piano del Mare e con le strategie europee sulla Blue Economy. Il progetto si articola su tre pilastri: il Centro Permanente di Educazione al Mare, che costruisce una filiera formativa dall’infanzia all’università; il Museo Diffuso del Mare, sistema integrato di luoghi fisici e digitali dedicati a divulgazione e innovazione; e la Piattaforma del Mare come terapia, focalizzata sul valore degli ambienti marini per il benessere psico-fisico e la coesione sociale.
“Gaeta è pronta a guidare un modello nazionale in cui il mare torna a essere un motore di crescita sostenibile, conoscenza e benessere per le persone” – ha spiegato il Sindaco di Gaeta, Cristian Leccese. “Con questa candidatura, la città non ha semplicemente partecipato a un bando, ma ha avviato un percorso strategico di lungo periodo, fondato su unità territoriale, innovazione progettuale e centralità della cultura e dell’economia del mare come asset per l’Italia.”




